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Santuario Notre Dame des Neiges del MiserinAl crocevia di ben tre valichi che conducono a Fénis, a Cogne e in Valsoana, sulle sponde del lago Miserin, a 2583 metri di altezza, sorge il santuario della Madonna delle nevi. L’edificio di notevoli dimensioni si contraddistingue per la sua originalità costruttiva con i due “speroni” di rinforzo posti sui due lati lunghi dell’edificio. L’interno assai vasto, con un pavimento in pietra e la volta a botte in legno di larice, è molto luminoso. Sulle origini del santuario sono state intessute fantasiose leggende, che lo vorrebbero, in un caso, sorto nel luogo dove si sarebbe rifugiato il leggendario san Porcier, presunto soldato cristiano della Legione Tebea sfuggito al massacro di Agaune del III secolo d.C., o, nell’altro caso, fondato dove alcuni pastori avrebbero casualmente trovato una statua della Vergine. Una terza tradizione, la più verosimile, riconduce invece la nascita del santuario agli anni della peste. Tra il 1630 e il 1636 per poter essere liberati dal terribile morbo alcuni fedeli avrebbero fatto voto di costruire una cappella e di recarvisi ogni anno in processione. Certo è che nel 1646 un discreto numero di persone risultava aver versato delle offerte in denaro destinate a «l’édification d’une chapelle que se prétend faire au Lay Miserin» e alcuni di questi donativi erano già avvenuti parecchi anni prima quindi in prossimità del periodo della peste.
La costruzione vera e propria della cappella risale però al 1658: il 27 luglio di quell’anno Panthaléon di fu Bernard Savin istituì un legato per una messa da celebrarsi ogni 5 agosto, festa della Madonna delle nevi, nella cappella «de nouveau faicte édiffier et construire» vicino al lago Miserin e dedicata alla Madonna delle grazie, alla quale venne impartita la benedizione il 12 agosto successivo alla presenza dei parrocchiani saliti in processione. Quel giorno la cappella è descritta «crottée, couverte, serrée et honnestement blanchie par dedans».
Nel 1717 una profonda fessurazione che interessava sia la volta che l’altare ne minacciava l’integrità. Cinque anni dopo (1722) la cappella fu ricostruita e nel verbale della visita pastorale del 10 maggio 1728 è descritta bien bâtie et bien ornée. Il medesimo giudizio è confermato nel verbale del 1745 da cui si evince l’avvenuto mutamento di intitolazione da Notre-Dame des graces a Notre-Dame des neiges. Nell’État de la Paroisse del 1786, essa risulta ancora in buone condizioni, fornita delle suppellettili e dei paramenti necessari. L’altare con il crocifisso, i candelieri e le cartegloria erano in buono stato.
Un secolo dopo, nel 1874, il vescovo Mons. Joseph-Auguste Duc rilevava invece la necessità di ricostruire l’edificio ormai troppo deteriorato. Nel 1879 presero infine avvio i lavori che furono seguiti dal parroco Jean-Baptiste Danna ma soprattutto dall’abbé Pierre Chanoux, allora rettore del Piccolo San Bernardo. Quest’ultimo, secondo quanto riportato dall’abbé Henry, ne avrebbe suggerito il progetto «où il réussit à loger sous le même toit, la chapelle, la sacristie, la cuisine, le réfectoire et deux dortoirs pour les pélerins (un pour les hommes et l’autre pour les femmes)». Il 5 agosto 1881 fu proprio il vescovo Mons. Joseph-Auguste Duc a salire al Miserin per benedire solennemente la nuova cappella, che si presentava assai più grande della precedente. Alla cerimonia presenziarono accanto al vescovo i sacerdoti della zona ma anche alcune tra le più importanti personalità del clero valdostano del tempo, quali il canonico Pierre-Louis Vescoz, l’arciprete Pierre-Balthazar Chamonin, il canonico Dominique Noussan a cui si deve aggiungere naturalmente l’abbé Pierre Chanoux.
L’edificio ottocentesco resistette fino al 1947 quando un incendio provocato da un fulmine lo danneggiò gravemente. Nel rogo andò distrutto anche l’altare che da un verbale di visita del 1909 risultava in legno, riccamente scolpito e dorato, con tabernacolo e munito di un quadro, di una statua della Vergine, di vari candelieri e paramenti.
I lavori di ripristino, seguiti dal parroco di Champorcher Efisio Mus, iniziarono immediatamente e il 5 agosto 1951 la nuova cappella venne benedetta da Mons. Maturino Blanchet.
Nel 1999, in preparazione per il Giubileo dell’anno 2000, la cappella è stata interamente restaurata e il tetto è stato rifatto. A testimonianza del legame e dell’affezione della comunità per il proprio santuario, tutte le maestranze di Champorcher hanno partecipato ai lavori. Il 5 agosto di quell’anno la statua della Madonna è stata portata in processione intorno al santuario, evento che da allora non si è più verificato.
TESTO TRATTO DAL VOLUME “BORDON R., TESORI DI FEDE A CHAMPORCHER, AOSTA 2015”. Tutti i diritti riservati.







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