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Dedicata a Notre-Dame de la Mercy (Madonna della Mercede), la cappella di Plan Fenêtre venne fondata l’11 aprile 1777 dagli abitanti del villaggio del Grand Rosier e in particolare dalle famiglie Brun, Perrier, Jory-Dougier e Perruchon che si impegnarono a mantenerla in buono stato. A quella data la costruzione dell’edificio, posto su una sommità tra i due villaggi del Rosier lungo il sentiero che conduce alla parrocchia di Issogne, era ormai completata da mesi tanto che in un atto del 15 gennaio 1777 la cappella è già descritta come "nouvellement érigée". È un "maître maçon" di Issime, Jean de feu Gabriel Albert a edificarla e il suo lavoro fu indubbiamente apprezzato tanto che l’anno successivo fu chiamato a ricostruire la cappella di Chardonney. Gli abitanti dal canto loro si erano adoperati per dotarla degli arredi e delle suppellettili necessarie per la celebrazione della messa, e in particolare di quelle fondate dalle famiglie di Barthélemy Jory-Dougier e di Jean-Antoine Brun rispettivamente il 15 gennaio e il 24 settembre 1777.
Nell’État de la Paroisse del 1786, la cappella «au bois de la montagne de Rosier sur les confins d’Issogne», è descritta di recente costruzione e risultava possedere un camice, quattro tovaglie e una pianeta nuove, oltre al crocifisso, ad una statua, ai candelieri e alle carteglorie, tutto in buono stato. Il calice veniva invece portato dalla cappella del villaggio. Al terzo quarto del XVIII secolo datano le tre statue che costituivano l’arredo originario della cappella, la Vergine incoronata con il Bambino con i santi Grato e Giocondo, oggi esposte nel museo parrocchiale, che tradiscono l’evidente legame con l’arte delle maestranze valsesiane fedeli a quel repertorio già sperimentato negli anni Quaranta del Settecento da Giovanni Battista Gilardi per l’altare maggiore della chiesa di Champorcher. Alla cappella appartiene inoltre una coppia di angeli ceriferi settecenteschi.
Negli anni 1878-1879 l’edificio fu ristrutturato e contestualmente fu con ogni probabilità eseguita la decorazione pittorica dell’interno che interessa le volte dell’aula e del presbiterio a partire dalla cornice modanata che corre lungo le pareti. Racemi vegetali e fiori in cui si inseriscono sacri cuori e la colomba dello Spirito Santo, motivi a trompe l’oeil come il tendaggio sulla parete di fondo dietro l’altare e la finta finestra nella lunetta in alto a destra del presbiterio caratterizzano l’insieme decorativo che per le analogie stilistiche con il ciclo di Grand Rosier è attribuibile anch’esso alla mano del pittore canavesano Antonio Sogno. La cappella era dedicata dalla fondazione alla Madonna della Mercede ma la devozione popolare ha poi preferito festeggiarvi la figura di sant’Anna in onore della quale il 26 luglio si celebra ancora oggi ogni anno una messa, seguita dall’incanto, alla quale partecipano gli abitanti delle due parrocchie limitrofe di Champorcher e di Issogne89. Legata al culto della santa, è la statua di sant’Anna in atto di insegnare a Maria Bambina, fissata su un supporto processionale, opera dello scultore Parfait Lanaz (1853-1915). Già posta davanti al medaglione raffigurante la santa, a destra del presbiterio, è oggi posta nella nicchia centrale dell’altare, accompagnata da due statue in gesso di santa Barbara e san Giuseppe. Nel 1994 è stato rifatto il tetto e sono stati restaurati gli intonaci esterni, che si presentavano molto degradati soprattutto in facciata.
TESTO TRATTO DAL VOLUME “BORDON R., TESORI DI FEDE A CHAMPORCHER, AOSTA 2015”. Tutti i diritti riservati.





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