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È nell’État de la Paroisse del 1820 che per la prima volta figura la cappella dell’Echelly, poi citata in seguito anche negli États del 1868 e del 1878. In realtà l’edificio sacro doveva già esistere almeno a partire dalla seconda metà del secolo precedente se si dà credito alle parole di Mons. Joseph-Auguste Duc che nell’Histoire de l’Église d’Aoste ne attestava l’esistenza già nel 1782. Altrettanto sembrerebbero indicare le varie date, incise sulle travi o dipinte in facciata, oggi scomparse, ma rilevate in passato: Mons. Edoardo Brunod lesse in facciata l’anno “1769”, mentre Ugo Torra riscontrò incisa sulla trave maestra la data 1759 e sulla trave dell’adiacente piccolo rifugio voltato l’iscrizione “1791 LBS”. Notizie indirette circa l’esistenza della cappella si desumono anche da alcuni documenti del 1777 (e poi ancora del 1849) relativi a lavori da eseguire alla strada maestra, lungo la quale sorgeva, non a caso in un punto ripido e fortemente esposto, l’edificio sacro, denominato chapelle des Degrés. L’appellativo derivava dalla particolare e originale forma architettonica della cappella che ancora la contraddistingue. Per assecondare la scoscesa inclinazione del pendio roccioso sono stati costruiti due corpi addossati, uno a monte dell’altro, fondati sulla roccia. Quello superiore presenta una pianta semicircolare ed è verosimile che coincidesse con la cappella originaria, forse con una facciata ad arco aperto e serrato da una grata lignea, a cui in un secondo tempo è stato anteposto il corpo rettangolare a valle, con annesso un piccolo vano voltato aperto che funge da rifugio. La facciata è ornata da dipinti oggi purtroppo assai degradati, raffiguranti nel medaglione in alto il Padre Eterno benedicente, a sinistra il Cristo in atto di reggere una monumentale croce, oggi pressoché illeggibile, e a destra la Vergine Maria. Sono opera del pittore canavesano Antonio Sogno che nella seconda metà del XIX secolo decorò con il suo stile semplice e delicato molte facciate di cappelle e oratori della vallata. Le cattive condizioni conservative della decorazione consentono di intravvedere le tracce di pitture precedenti: in particolare sopra la finestra centrale si individua una figura di santo, forse san Cristoforo.
La cappella è oggi chiusa al culto e versa in precarie condizioni. L’arredo interno è stato in parte rimosso e in parte rubato. Era dedicata alla Santa Croce, esaltata in facciata dalla sopracitata figura di Cristo, e a Notre-Dame de la Salette.
TESTO TRATTO DAL VOLUME “BORDON R., TESORI DI FEDE A CHAMPORCHER, AOSTA 2015”. Tutti i diritti riservati.




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