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Solitaria e discosta dai villaggi abitati, la cappella di Vigneroisa sorge lungo l’antica strada maestra e immediatamente stupisce per l’accentuato aggetto del tetto che precede l’ingresso, volto ad offrire riparo ai viandanti che un tempo percorrevano la via antistante. Trae la sua particolare denominazione dalla sorgente, indicata nei documenti come la Fontana di Vinerossa, che sgorga nei pressi. La cappella esisteva già nel XV secolo con un’intitolazione ai santi Fabiano e Sebastiano, santi solitamente invocati come protettori contro la peste: tra il 1465 e il 1467 essa ricevette numerose donazioni in denaro, da mettersi forse in relazione con una recrudescenza del terribile morbo che dalla metà del XIV secolo e per tutto il XV secolo aveva ripetutamente colpito le popolazioni della vallata. La descrizione, seppure breve e sintetica, riportata nell’atto di rifondazione del 1768, sottolinea due elementi importanti e distintivi della storia dell’edificio quali l’antichità della fondazione e le “alterne” vicende successive. Nel 1601, data incisa sulla trave di colmo, venne probabilmente ristrutturata ma nel corso dello stesso secolo fu interdetta per mancanza di paramenti e della pietra sacra. Riabilitata al culto nel 1709, negli anni successivi le sue condizioni peggiorarono a tal punto nel 1745 il vescovo Pierre-François de Sales, in visita pastorale, si vide costretto a ordinare la ricostruzione della cappella entro tre anni pena la demolizione. Successivamente un lascito testamentario della somma di 50 lire di Hélène Dallou, moglie di Jean Antoine Creux, consentì un importante intervento di muratura che modificò radicalmente l’aspetto esterno. Venne infatti chiuso il grande arco, in origine protetto da una semplice griglia in legno, che si apriva nella parete meridionale, di cui resta ancora oggi memoria nel profilo segnato in facciata dall’arco di conci in pietra a vista. Le donazioni di altri privati consentirono il rifacimento del tetto e la posa dei vetri alle finestre. Perfettamente ricostruita e dotata degli arredi e delle suppellettili necessarie, venne rifondata il 19 giugno 1768 e benedetta l’anno successivo previo accordo vescovile. Come testimoniato dall’État de la Paroisse del 1786, nella cappella venivano celebrate due messe, una il giorno del patrono ovvero il 22 luglio, festa di santa Maria Maddalena (che nel corso dei due secoli precedenti aveva sostituito come titolare dell’edificio i santi Fabiano e Sebastiano) e la seconda il primo giorno delle Rogazioni, quando la processione partita dalla chiesa parrocchiale scendeva e terminava proprio a Vigneroisa. L’edificio sacro fu nuovamente ristrutturato nel 1821, come testimoniato dalla data indicata sulla trave del tetto. All’inizio del secolo successivo, nel 1906, venne invece benedetta la piccola campana, inserita nel caratteristico campaniletto a vela, che ancora oggi richiama i fedeli il giorno della festa patronale. Alla cappella di Vigneroisa apparteneva un’antica icona lignea, databile al XIII secolo, che raffigurava la Vergine con il Bambino secondo il modello assai diffuso sull’arco alpino della Virgo Sedes Sapientiae, ovvero della Vergine come trono della Sapienza con il Bambino Gesù benedicente seduto in grembo, purtroppo rubata nel 1965
TESTO TRATTO DAL VOLUME “BORDON R., TESORI DI FEDE A CHAMPORCHER, AOSTA 2015”. Tutti i diritti riservati




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